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Nika's placeil mondo di una testolina pazza
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DA RICORDARE!
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November 27 2012![]() voto: 8 Nel 2009, in un centro di ricerca indiano situato nelle profondità di una miniera di rame, viene rilevata un'improvvisa variazione dell'emissione dei neutrini solari e il conseguente surriscaldamento del nucleo terrestre. La scoperta viene studiata dal giovane scienziato Adrian Helmsley, che stima il pericolo dei primi effetti sulla crosta solo nel lungo periodo e decide perciò, in accordo con gli interessi dei consiglieri del governo americano, di studiare un piano di evacuazione mantenendo il segreto sulla futura minaccia globale. In gran segreto le potenze mondiali organizzano un piano che prevede il salvataggio di una ristretta parte dell'umanità mediante la costruzione, in Cina, di colossali scialuppe di salvataggio, delle vere e proprie tecnologiche arche di Noè. Il finanziamento di queste attività costruttrici è ottenuto mediante la vendita di biglietti di salvataggio al prezzo di un miliardo di euro a persona.Dopo soli tre anni, invece, il mantello terrestre comincia a fondere e sulla costa californiana appaiono le prime gigantesche crepe. Jackson Curtis, scrittore di romanzi di fantascienza di scarso successo, se ne accorge mentre si trova in campeggio coi due figli presso il parco di Yellowstone. Là, il lago si è completamente prosciugato e un conduttore radiofonico pazzoide, Charlie Frost, un visionario (ma non tanto) cacciatore di verità negate, diffonde in diretta aggiornamenti sull'imminente fine del mondo. La storia segue due filoni: da una parte le peripezie dei protagonisti che cercano, pur non avendo comprato i biglietti, di raggiungere la Cina e le arche, dall'altra i casi umani di chi non può, o non vuole, tentare di salvarsi (ad esempio, il Presidente del Consiglio Italiano rimane a pregare piazza S. Pietro [e qui le risate in sala si sprecano!], il Presidente degli Stati Uniti sceglie di rimanere alla Casa Bianca, il padre di Adrian Hemsley sceglie di non abbandonare l'amico di una vita, Charlie Frost che vuole far parte della catastrofe da lui stesso annunciata e il Dalai Lama che resta a pregare). Jackson con i figli, la ex moglie e il convivente di lei, con l'aiuto di un ragazzo tibetano fanno di tutto per salire su una delle Arche causando purtroppo dei danni e causando l'inceppamento del portellone che finchè non è ermeticamente chiuso impedisce all'Arca di partire. La situazione però [ma guarda che caso!]si sistema e anche l'ultima Arca riesce a salpare. Giorno 27, mese 1, anno 1: le arche si stanno dirigendo verso Capo di Buona Speranza in Africa che a causa dei mutamenti della cresta terrestre non è stato sommerso. L'umanità è pronta a ricominciare tutto da capo. Se messo a confronto con i tanti ‘disaster movie’ usciti negli ultimi anni non presenta nulla di nuovo dal punto di vista stilistico e narrativo se non lo scenario che, per chi ama gli effetti speciali, fortunatamente diventa sempre più disastroso. Dal film ci si aspettava non poco soltanto per il fatto di essere ispirato all’antica profezia dei maya, perché guardandolo dovrebbe fare felici tutti coloro che aspettavano una sensibilizzazione dei grandi media sull’argomento che ha suscitato numerose domande e dubbi ma 2012 è solo un altro film (seppur ben riuscito sotto l'aspetto degli effetti speciali che fanno crollare tutto, dal Cristo di Rio alla Cappella Sistina) sulla fine del mondo. November 13 tutto il resto è buio"[...] Ma forse non è una buona idea girarsi a guardare, è così in tutte le storie. Guarda cosa è successo alla moglie di Lot. Meglio non guardare. Meglio credere che per tutti ci sia un lieto fine...e così sia. Chi può sostenere il contrario? Non tutte le barche che salpano nelle tenebre non ritrovano più il sole o la mano di un altro bambino; [...] Il cerchio si chiude, la ruota gira e altro non c'è. Non c'è bisogno di gurarsi a guardare indietro per vedere quei bambini; parte della mente li vedrà sempre, vivrà sempre con loro, li amerà sempre. Non sono necessariamente la miglior parte di noi, ma sono stati un tempo depositari di tutto ciò che saremmo potuti essere. [...] Quello resta, tutto ciò che eravamo e tutto ciò che credevamo da bambini, tutto quello che brillava nei nostri occhi quando eravamo sperduti e il vento soffiava nella notte. Parti e cerca di continuare a sorridere. Trovati un pò di rock and roll alla radio e vai verso tutta la vita che c'è con tutto il coraggio che riesci a trovare e tutta la fiducia che riesci ad alimentare. Sii valoroso, sii coraggioso, resisti. Tutto il resto è buio." - IT - Stephen King -November 10 nemico pubblico![]() voto: 6 John Dillinger è un fuorilegge col vizio del baseball, del cinema e delle macchine veloci. A colpi di Thompson e a capo di una gang armata, rapina banche ed estingue i debiti degli americani impoveriti dalla Grande Depressione. Le sue fughe rocambolesche e temerarie gettano imbarazzo e sconforto sulle istituzioni e su Edgar Hoover, ambizioso direttore del Bureau of Investigation. Elegante ed impavido, Dillinger ha un proiettile sempre in canna e un cappotto per ogni occasione e per ogni signora, rapinata del suo cuore o rapita dal suo fascino. La sua nemesi, efficiente e laconica, ha il volto del G-man Melvin Purvis, determinato ad accomodarlo sulla sedia elettrica. Durante gli anni più duri della Depressione banditi rurali, rapinatori di banca indipendenti, rapitori di bambini e ladri alla giornata infestavano il Midwest. Nelle loro scorribande colpivano banche isolate e rifornitori di benzina, abbattendo a colpi di mitra proprietari e passanti inermi, prima di fuggire sulle loro automobili veloci e dentro gli abiti "ricercati". Sfruttando l'inefficienza e la corruzione dell'apparato statale e della polizia, cercavano il denaro facile e trovavano la soddisfazione alla propria eccitazione nel raggiungimento di una fama istantanea. Il maggiore tra loro, John Dillinger, era un fuorilegge e un esibizionista, abilissimo col mitra, simpaticamente disinvolto e irriverentemente in fuga da banche, celle e carceri. Drogato di glamour testimone delle grandi promesse delle metropoli (automobili, abbigliamento sfarzoso, belle donne, feste in locali di lusso), Dillinger diventa il nuovo eroe solitario incarnando (col volto del bravissimo Jhonny Depp) l'immagine più sentimentale e romantica del gangster. Segnato dall'impossibilità di toccare le persone senza ferirle, è un martire sulla strada della sofferenza e delle cicatrici. La morbidezza del suo sguardo scalda la narrazione (formalmente) fredda e si allarga sul G-man sul lato opposto della legge e dell'ordine. Dillinger impiega la rapina come affermazione d'identità e propaga nel mondo il mito dell'invincibilità dell'outlaw hero, mentre Purvis trasforma la caccia ai criminali in un massacro di esecuzioni e tirassegno. In delicato equilibrio interdipendente col gangster, l'uomo del governo è caratterizzato e motivato costantemente dalla sua presenza, facendo dell'opposizione-identificazione con Dillinger una questione interiore. Il conflitto con la società ripiega allora nel confronto personale, in cui poliziotto e criminale si sovrappongono. Dentro la densità narrativa e la struttura polifonica di Nemico pubblico si muovono due combattenti solitari angosciati dalla privazione di un ruolo. Il regista coglie bene il senso tragico del poco tempo che i protagonisti hanno ancora da vivere per compiere il proprio destino. Nel melodramma nero e criminale dell'autore americano il motore dell'azione è la nostalgia per qualcosa che Dillinger e Purvis si sono lasciati alle spalle ma che non riescono ad abbandonare: un blackbird che canta in sala da ballo ma tace sotto interrogatorio, un nemico pubblico maledettamente privato e troppo in fretta abbattuto. Gli inseguimenti, le sparatorie, le fughe, l'amore e il sesso si combinano, consumandosi lentamente e in maniera epocale e infilando la potenza evocativa del melodramma in un film di genere radicalmente opposto. La bella storia c'è tutta e la possibilità di un grande film è in agguato...peccato che ogni tanto porti lo spettatore ad accomodarsi meglio sulla sedia e a schiacciare un breve sonnellino. November 08 sono viva? forse si...Ma sono ancora viva? Per sfortuna vostra si! Che ho fatto in questi secoli che non ci sentiamo? Diciamo che vi siete persi un pò di pazzie. Ad aprire la carrellata c'è stata la fuga dall'università direzione Burger King con annesso giro al centro commericiale, nerdate e pagghiolate, per evitare di parlare del calorosissimo pranzo (e per calorosissimo non intendo parlare della temperatura del cibo...). A seguire c'è stata la scampagnata che ha visto la mia "piccola" famigliola alle prese con castagne, ricci, lanci di limoni e spremute di mandarini tra le mani e sulla schiena. Alla "riunione di famiglia" è seguita la nostra (cossiddetta) "serata cugina" ovvero l'uscita tra (una piccolissima minoranza di) cugini. Serata all'insegna del sano cuttigghio, del ritrovo, delle risate e (ovviamente) delle malecumpasse! Andando avanti troviamo la consacrazione del "porto di mare cannizzo" che vede me nelle sembianze di cuoca nel preparare la mia deliziosa torta di mele (anche se la seconda ha avuto qualche inconveniente tecnico...) e dami, mirko e cosino nella veste di padroni di casa (per una volta mirko ha fatto una cosa utilie: lavare a terra..peccato che lo ha fatto mentre ancora io dovevo passare per andare vicino al forno...) e la mia stella nella veste di aiuto-cuoca/organizzatrice. Per citare il Gialappo "come sempre dietro queste mega-organizzazioni c’è la nostra premiata ditta". Grazie alla posta comune su FB alla fine abbiamo sparso la voce e tutti (tranne chi era impossibilitato a essere presente) "se la sono accollata" (figurarsi se fosse stato il contrario...quando si parla di cibo sono tutti presenti...). Come per magia siamo riusciti a far stare 14 divoratori nella cucina del "porto": in fondo bastano quattro teglie di pizza e due torte a tenerci a bada! Come pazzie posso concludere qui. Il periodo è stato poi condito dal grande bluff del professore richwell. Ci ha fatto sbattere per una settimana dietro a tcl e otcl per alla fine rivelarci che la prova in itinere era una bufala per farci sbattere la testa sui libri e spronarci a fare ciò che non avremmo fatto. Dopo un attimo di perplessità (in cui non siamo sicuri che la zecca abbia compreso cosa succedeva) tutti abbiamo capito quanto è grande questo prof (e quanto fa bene il matrimonio...) e abbiamo iniziato ad amarlo ancora di più! Gli ultimi due giorni me li sono passati in letargo sotto il piumone per il 90% del tempo. Ottima attività direi (se non fosse che i miei organi interni stanno piano piano scendendo tutti in sciopero...)! Da domani devo riprendere il ritmo e rimettermi sotto a studiare (analisi l'ho ammaronata da due settimane ormai...) se voglio concludere qualcosa di decente. E con questo piccola interruzione di silenzio per farvi sapere che sono viva, vi lascio di nuovo ringraziando chi rende le giornate piene di sorrisi e ringraziando voi di donare un pò del vostro tempo per leggere 'ste quattro lettere buttate nel mare del web. October 25 UP![]() voto: 9.5 In una sala cinematografica si proietta un cinegiornale su un esploratore, Charles Muntz, che è tornato dall'America del Sud con lo scheletro di un uccello che la scienza ufficiale qualifica come falso. Muntz riparte per dimostrare la sua onestà. Un bambino occhialuto, Carl, è in sala. Muntz è il suo eroe. Incontrerà una bambina, Ellie, che ha la sua stessa passione. I due cresceranno insieme e si sposeranno. Un giorno però Carl si ritrova vedovo con la sua villetta circondata da un cantiere e con il sogno che i contrattempi della vita non hanno mai permesso a lui ed Ellie di realizzare: una casa in prossimità delle cascate citate da Muntz come luogo della sua scoperta. Un giorno un Giovane Esploratore, Russel, bussa alla sua porta. Sarà con lui che Carl, senza volerlo, comincerà a realizzare il sogno. Carl, che in passato aveva fatto il venditore di palloncini, ha la brillante idea per sfuggire al ricovero in una casa di riposo, di far volare la sua casa grazie ai palloncini avanzati. Con Russelintraprenderà il viaggio dei suoi sogni in Sudamerica. Là incontrano Kevin (lo "struzzo in tecnicolor") e Dug (un cane dotato di un collare telepatico che gli consente di parlare). Durante il viaggio Carl scoprirà che la più grande avventura non è avere la casa vicino alle Cascate Paradiso, ma vivere. Un film di animazione targato Disney che per la prima volta ha aperto il Festival di Cannes. Il 3D viene utilizzato in questo film senza le esagerazioni effettistiche: il rischio che la sceneggiatura si mettesse al servizio della tecnologia c'era ma è stato brillantemente evitato. Semmai sussiste la possibilità che Up piaccia più agli adulti che ai bambini. La sequenza in cui si narra il percorso di Carl ed Ellie partendo dall'infanzia sino ad arrivare alla morte di lei è di quelle che si fanno ricordare per la divertita sensibilità con cui è costruita e quella della "scoperta" dell'ultimo regali di Ellie riesce addirittura a stappare qualche lacrima. La morale è doppia! La prima, quella "familiare": anche la vita domestica e l' amore coniugale sono un' avventura. La seconda, più insolita: prima o poi arriva il momento di salutare il passato e di concedersi a nuovi affetti (complice il messaggio lasciato da Ellie che invita Carl a "vivere una nuova avventura"). Questo è un film leggero. Leggero su temi ponderosi come quello dell'invecchiare da soli, dei sogni non realizzati, della memoria viva di chi ci ha lasciati, del rapporto giovani/anziani. Un film leggero come quei palloni che portano magrittianamente nei cieli un'intera casa liberandola da un mondo incapace di comprendere i sogni. |
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